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Segnali di fuoco e fumo per comunicare a distanza

Comunicazione a distanza con fuochi e fumo



Fuochi e fumo
    (Per leggerlo ed ascoltarlo in inglese cliccare sull'icona a fianco)
Nell’antico Sannio, i villaggi e le città fortificate (chiamate oppida) erano spesso costruiti su alture strategiche, come Monte Vairano, Civita di Bojano, Monte Saraceno, Saepinum e Monte Ferrante, per controllare le vallate e proteggersi dagli attacchi. Queste posizioni elevate offrivano anche visibilità reciproca tra le comunità, rendendo possibile un sistema di segnalazione visiva.
Durante il giorno si usavano colonne di fumo, mentre di notte si accendevano fuochi visibili a grande distanza. Bastava che un gruppo vedesse il segnale di un altro per accendere a sua volta il proprio, creando una catena di comunicazione rapida, quasi una "rete di allarme" ante litteram.



Quando e perché si usavano questi segnali?
  • In caso di pericolo o invasione: per avvisare tutte le comunità e prepararsi alla difesa o alla fuga.
  • Per convocare guerrieri alle armi in vista di battaglie o alleanze.
  • Per raduni rituali o politici del touto, il popolo unito.
  • Per trasmettere messaggi urgenti tra capi tribù o tra oppida distanti.


Quali luoghi molisani erano coinvolti?

Nel Molise di oggi, possiamo immaginare questo sistema funzionare da: Grazie a questa rete, le comunità sannite riuscivano a restare unite, anche se separate da valli profonde, agendo come un solo popolo quando necessario.




























Fire and smoke

In ancient Samnium, villages and fortified towns (called oppida) were often built on strategic high grounds, such as Monte Vairano, Civita di Bojano, Monte Saraceno, Saepinum, and Monte Ferrante, in order to control the valleys and protect themselves from attacks. These elevated positions also offered mutual visibility between communities, making a visual signaling system possible.
During the day, they used smoke columns, while at night they lit fires visible from a great distance. It was enough for one group to see another’s signal to light its own in turn, creating a rapid communication chain—almost a primitive “alarm network.”

When and why were these signals used?

  • In case of danger or invasion: to alert all communities and prepare for defense or evacuation.
  • To summon warriors for battle or in anticipation of alliances.
  • For ritual or political gatherings of the touto, the united people.
  • To transmit urgent messages between tribal leaders or distant oppida.

Which places in Molise were involved?

In present-day Molise, we can imagine this system operating from:
  • Monte Vairano (near Campobasso)
  • Monte Saraceno (near Pietrabbondante, site of an important Samnite sanctuary)
  • Civita di Bojano (at the foot of the Matese mountains)
  • Monte Ferrante (near Salcito)
  • Ferrazzano, Oratino, Castropignano, Civitanova del Sannio, Duronia, Frosolone, and other peaks visible to one another
Thanks to this network, the Samnite communities were able to remain united, even when separated by deep valleys—acting as one people whenever necessary.




























 



Civita Superiore è il borgo d'altura (già acropoli, arx) della antica città di Bojano (Bovaianom-Bovianum-Bobiano), distante poco più di 3 chilometri dall'abitato pedemontano e di pianura.
Le mura poligonali di Bojano (CB), note anche come "ciclopiche" o megalitiche, rappresentano un'antica fortificazione Sannita-Pentra risalente al periodo preromano. Situate principalmente nella zona di Civita Superiore e via Biferno, queste strutture a secco proteggevano l'abitato, sfruttando massi di pietra lavorati e incastrati senza malta. 
  • Caratteristiche: La cerchia difensiva, di cui rimangono resti in zona via Biferno, presentava blocchi di pietra di grandi dimensioni, talvolta definiti erronamente poligonali ma posati a secco (opera poligonale), spesso integrati con le formazioni rocciose naturali del luogo.
  • Posizione: Il sito principale è Civita Superiore, il borgo fortificato alto che domina la piana, testimoniando un controllo strategico del territorio.
  • Struttura: Nonostante l'erosione del tempo, i resti mostrano un sistema di terrazzamenti e mura difensive, alcune delle quali presentano un andamento trapezoidale, come descritto nelle fonti.
  • Stato attuale: Alcuni tratti sono visibili in contrada Biferno (cortili privati) e nell'area dell'antico borgo, sebbene molte strutture siano andate perdute o siano nascoste. 
Oltre a Civita Superiore, tracce di queste antiche costruzioni si riscontrano nel terrazzamento di La Piaggia-San Michele, evidenziando l'estensione dell'antico insediamento di Bovaianom


 






















Le mura megalitiche di Ferrazzano sono testimonianze archeologiche di un'antica cinta fortificata sannitica, situata nel comune di Ferrazzano in provincia di Campobasso, in Molise. Queste strutture, risalenti all'epoca preromana, evidenziano il ruolo strategico del borgo come centro fortificato per la difesa del territorio. 































Oratino, un borgo in provincia di Campobasso riconosciuto tra i "Borghi più belli d'Italia", conserva testimonianze di un antico insediamento preromano caratterizzato da mura megalitiche. 
Ecco i punti chiave riguardo alle mura e al contesto archeologico:
  • Periodo e Struttura: Si tratta di mura in opera poligonale (talvolta definite ciclopiche) databili tra il IV e il III secolo a.C..
  • Contesto Storico: La presenza di queste strutture testimonia l'importanza strategica del sito durante il periodo sannitico, prima dello sviluppo del nucleo abitato in epoca medievale.
  • Localizzazione: I resti si trovano nella zona del Parco delle Morge Cenozoiche del Molise, un'area naturalistica e archeologica che attraversa il territorio di Oratino e dei paesi limitrofi.
  • Caratteristiche: Le mura testimoniano la maestria sannita nella lavorazione della pietra locale, caratteristica che ha reso Oratino famosa anche per i suoi scalpellini nei secoli successivi.






































Le mura megalitiche di Castropignano (CB) sono una cinta muraria sannita, localizzata in particolare nei pressi del "Cantone della Fata". Situate vicino alle rovine di due ville romane, queste antiche difese in grandi blocchi di pietra calcarea testimoniano l'antica fortificazione del sito prima dell'epoca medievale. 
 
  • Posizione: Situate nella zona denominata "Cantone della Fata", con sentieri accessibili per escursioni.
  • Caratteristiche: Realizzate con grossi massi di pietra calcarea.
  • Contesto Storico: Probabile epoca sannita, parte di una serie di fortificazioni, con strutture megalitiche di contenimento e difesa.
  • Visita: L'area offre un percorso escursionistico che conduce alle mura, offrendo una vista sulla valle del Biferno.
  • Nei Dintorni: Oltre alle mura, sono presenti ruderi di ville romane e il Castello d'Evoli nel centro storico di Castropignano.
































Le mura megalitiche nei pressi di Civitanova del Sannio (IS) rappresentano imponenti resti di fortificazioni sannitiche, in particolare sul monte La Civita e Montagnola. Queste strutture poligonali, spesso chiamate "mura paladine", difendevano i centri fortificati pentri e sono databili al periodo delle guerre sannitiche (IV-III secolo a.C.), utili a sbarrare il territorio. 
  • Ubicazione e Caratteristiche: I resti più notevoli si trovano nella zona del monte La Civita e della Montagnola. Si tratta di murature a secco, costruite con grandi blocchi calcarei, tipiche dell'opera poligonale sannitica.
  • Contesto Sannita: A differenza di altri siti, le fortificazioni nei pressi di Civitanova sono spesso integrate nei sistemi di controllo del territorio e dei tratturi, evidenziando il ruolo militare e di sbarramento.
  • Storia e Valorizzazione: Oltre alle mura, la zona è ricca di testimonianze storiche, inclusi antichi sentieri e evidenze di formazioni rocciose (o "graffiti" preistorici). Le mura megalitiche, insieme a siti come il vicino Monte Pallano, testimoniano l'antica presenza e l'abilità costruttiva dei Sanniti.
  • Mura del centro urbano: Il primo nucleo urbano di Civitanova del Sannio in sé mostra le tracce di una cinta muraria oggi integrata negli edifici medievali del centro storico. 
     

Nelle immediate vicinanze, si segnalano anche importanti siti di mura megalitiche sul Monte Cila (più a sud) e a Monte Pallano.
Monte Pallano: mura megalitiche da valorizzare
https://www.youtube.com/watch?v=CvzUFuHQBAw&t=1s

Archeologia
http://www.softwareparadiso.it/ambiente/archeologia_caselle_civitanova.html



































Le mura megalitiche di Duronia
, note anche come mura ciclopiche, rappresentano una testimonianza significativa della presenza sannitica in Molise, situata sul colle della Civita a circa 908 metri s.l.m.. 
 
Ecco i punti chiave:
  • Contesto Storico: Queste fortificazioni risalgono all'epoca pre-romana, quando Duronia era un importante centro strategico e, secondo alcune interpretazioni, il "forziere" del Sannio.
  • Caratteristiche: La cinta muraria è costruita con imponenti blocchi di pietra calcarea, tipici dell'architettura sannitica a secco.
  • Posizione: Le rovine si trovano sulla "Civita", un colle che sovrasta il paese attuale (precedentemente noto come Civitavecchia fino al 1895) e offrono un panorama sulla valle sottostante.
  • Stato Attuale: Nonostante l'importanza storica, l'area necessiterebbe di maggiore valorizzazione e messa in sicurezza, essendo i resti in parte esposti all'abbandono.
  • Monumento Naturale: La zona della Civita, che ospita le mura, è anche nota per la rupe "Il Gigante di Duronia", un Monumento Naturale Regionale caratterizzato da quattro creste rocciose. 
Queste mura testimoniano la complessa rete di difesa dei Sanniti, spesso posizionate vicino ai tratturi, come il Castel di Sangro-Lucera che passa vicino a Duronia. 
♦ L'eredità dei Sanniti che vive tra le vestigia di Duronia (RAI Video)
(Cliccare sulle parole in caratteri blu)





















































Frosolone mura megalitiche
Le Civitelle (sito archeologico sannitico)






































#Sepino mura megalitiche
Le mura megalitiche di Sepino, note come la fortificazione di Terravecchia, costituiscono un imponente esempio di architettura sannitica del IV secolo a.C.. Situato a 953 metri, questo circuito di circa 1500 metri in opera poligonale difendeva il centro sannita prima della conquista romana, evidenziando una notevole abilità costruttiva a secco. 
 
Caratteristiche Principali e Storia:
  • Struttura: Realizzate con enormi massi di pietra calcarea a secco, le mura presentano una doppia cortina (esterna più bassa, interna più alta) con un camminamento intermedio.
  • Posizione: Le mura sfruttano la conformazione del terreno tra i torrenti Magnaluno e Saraceno per massimizzare la difesa.
  • Punti di accesso: Lungo la cinta sono riconoscibili antiche porte, tra cui la "Postierla del Matese" ad est, la "porta dell'Acropoli" e la "porta del tratturo".
  • Contesto: Localizzate nell'area di Terravecchia, si differenziano dalla sottostante città romana di Saepinum (Altilia) con mura in opera reticolata, rappresentando la fase pre-romana sannita.
  • Visita: Il sito è raggiungibile tramite un sentiero ed è una testimonianza fondamentale del periodo sannitico, diverso dalla più nota area archeologica romana di Altilia.