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SANT'ELENA SANNITA

Sant’Elena Sannita
La storia di Sant’Elena Sannita, anticamente conosciuta come “Cameli” , è intrisa di un passato affascinante, che include anche la presenza di una comunità Arbëreshë, assimilata nel tempo nella cultura italiana. Ma ciò che distingue davvero questo piccolo comune e lo ha reso celebre in tutta Italia e oltre, è la sua straordinaria eredità artigianale: l’arte della profumeria e il mestiere degli “arrotini”.  
L’antica comunità è stata da sempre rinomata per la sua tradizione nella profumeria, che affonda le radici nell’estrazione e lavorazione locale di essenze floreali. Questa pratica, un tempo diffusa, ha dato vita a una vera e propria cultura del profumo, che oggi è gelosamente custodita e celebrata.  
Il cuore di questa tradizione è il Museo del Profumo. Situato in Via del Profumo, questo museo non è solo un luogo espositivo, ma un vero e proprio santuario delle fragranze, che documenta la storia dei profumi e dei profumieri di Sant’Elena Sannita. Al suo interno, potrete ammirare una collezione impressionante di oltre 1500 pezzi di profumeria moderna, che coprono un arco temporale dal 1860 ai giorni nostri. È un percorso sensoriale che vi guiderà attraverso l’evoluzione di un’arte raffinata, testimoniando l’ingegno e la passione dei “santelenesi”.  
Per celebrare e dare il giusto risalto a questo patrimonio unico, la Fondazione “Il Cammino del Profumo”, con il patrocinio della Regione Molise e del Comune, ha dato vita a eventi straordinari come la “Notte Profumata”. La prima edizione, tenutasi il 2 novembre, ha trasformato il centro storico in un itinerario inebriante, dove i visitatori hanno potuto sperimentare in prima persona le essenze che danno origine ai profumi. L’evento non si limita all’olfatto: include degustazioni di vini locali proposti dall’Associazione Assosommelier e Vini Molisani, e prelibatezze gastronomiche regionali come la polenta “gourmet” e i tradizionali cavatelli. Un’altra celebrazione ricorrente di questo patrimonio è la “Sagra del Profumo”, che si tiene la terza domenica di agosto. Questi eventi sono un’occasione imperdibile per immergersi nella cultura locale e vivere un’esperienza multisensoriale.  
Il territorio di Sant’Elena Sannita è parte integrante della Montagnola Molisana, un sito della rete Natura  che si estende per 6586 ettari. Quest’area è uno spartiacque naturale per i fiumi Volturno, Trigno e Biferno, e vanta cime come La Montagnola 1421 m s.l.m. e Colle dell’Orso 1393 m s.l.m.  
La Montagnola Molisana è un vero e proprio laboratorio a cielo aperto per geologi e naturalisti, con tre geositi di particolare interesse :  
Il carsismo epigeo della cima de La Montagnola: Caratterizzato da varie forme carsiche, inclusi canyon e valli strette con pareti rocciose verticali.  
Il crollo di Fonte dei Frati: Una frana di collasso su larga scala che ha creato una piccola dolina alla sua base.  
L’area è anche costellata da 12 grotte e 11 sorgenti, testimoniando una significativa attività idrogeologica.  
La flora della Montagnola Molisana è incredibilmente diversificata, con estese foreste miste di cerro e faggi termofili che si alternano a praterie naturali, famose per le loro spettacolari fioriture di orchidee. Tra le specie di interesse naturalistico spicca l’Himantoglossum adriaticum. La fauna è altrettanto ricca, ospitando importanti carnivori come il Lupo, il Tasso e il Gatto selvatico, oltre a specie notevoli come il Chirottero Ferro di cavallo minore (inserito nella Lista Rossa) e rari Lepidotteri Papilionidi. Numerose sono anche le specie di uccelli, inclusi vari rapaci.  
Passeggiando per le vie di Sant’Elena Sannita, si scoprono numerosi edifici storici e religiosi che raccontano secoli di storia e arte.  
La Chiesa di San Michele Arcangelo, costruita nel 1600, domina il paese dalla collina più alta, accessibile tramite un’imponente scalinata in pietra. Ha subito importanti ricostruzioni dopo il terremoto del 1805 e un fulmine nel 1886, con ulteriori restauri nel 1937 che hanno ridisegnato il coro, il campanile e la facciata. Al suo interno, affreschi del pittore Mario De Tollis (1902-1971) adornano la volta centrale.  
La Chiesa di Santa Maria delle Grazie è considerata una delle più ricche e suggestive del paese. Costruita con materiali provenienti da antiche cappelle e abbellita anch’essa dall’artista Mario De Tollis, la sua origine si ritiene coincida con la nascita del paese. Anche questa chiesa fu distrutta dal terremoto del 1805 e ricostruita nel 1826.  
La Chiesa dei SS Cosma e Damiano, situata a circa 1,5 km dal centro, fu edificata da Domenico Verdile e ampliata dal figlio. Dopo un periodo di abbandono, fu restaurata nel 1895, e una nuova chiesa è stata inaugurata accanto a quella danneggiata nel 1987. Un dipinto di Mario De Tollis è presente al suo interno.  
Oltre alle chiese, il borgo vanta altri monumenti di rilievo :  
Il Palazzo Baronale, un edificio del XV secolo che fu dimora di diverse famiglie nobili.  
Il Monumento ai Caduti, eretto nel 1921 in onore dei soldati della Prima Guerra Mondiale, distrutto durante la Seconda Guerra Mondiale e restaurato nel 1975.  
La Fontana dell’Ortapiana, risalente alla metà del XVIII secolo, un tempo punto di incontro centrale per la comunità.
Sant’Elena Sannita
VIDEO

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