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Riccia

Riccia
E’ un borgo di montagna a 665 metri nella provincia di Campobasso. Riccia ha un castello normanno, chiese medievali e una tradizione culinaria legata all’Appennino
 Le prime tracce di insediamento nell’area risalgono all’epoca sannitica, quando le alture del Molise centrale servivano da presidio lungo i percorsi della transumanza. Il nome stesso è stato oggetto di dibattito: alcuni studiosi lo collegano a un’antica radice italica legata alla conformazione del terreno, altri a un toponimo di derivazione latina. Certo è che il borgo assunse rilevanza strategica con la dominazione normanna, quando fu edificato il primo nucleo del castello che ancora oggi sovrasta l’abitato.
Nel corso dei secoli, Riccia passò attraverso le mani di diverse famiglie feudali. Tra le più influenti vi furono i Di Capua, che governarono il feudo tra il XIV e il XVI secolo, lasciando un’impronta significativa sull’assetto urbanistico e monumentale del borgo. Successivamente, il feudo passò ai Carafa e infine ai Caracciolo. Il paese conobbe fasi alterne di crescita e spopolamento, legate ai cicli agricoli e alle migrazioni verso il Nuovo Mondo tra fine Ottocento e inizio Novecento.
Oggi Riccia conta oltre quattromila e settecento abitanti e conserva una struttura urbana che riflette la sua lunga storia feudale: il castello in cima, le chiese distribuite lungo il tessuto abitativo, i palazzi nobiliari affacciati sulle vie principali. 
Il Castello medievale
Costruito in epoca normanna e ampliato dai Di Capua nel XV secolo, il castello sorge nel punto più alto del borgo. La struttura conserva una torre cilindrica e resti delle mura perimetrali. La posizione offre un controllo visivo sulla valle del Fortòre e sui rilievi circostanti — un punto di osservazione che spiega da solo la ragione strategica dell’insediamento.
La Chiesa di Santa Maria delle Grazie
Risalente al XIII secolo, è tra gli edifici sacri più significativi del borgo. L’interno custodisce elementi architettonici di epoca gotica e interventi successivi di età barocca. Il portale in pietra lavorata merita attenzione per la qualità dell’intaglio, testimonianza di una radicata tradizione artigianale.
La Chiesa di Sant’Agostino
Dedicata al patrono di Riccia — festeggiato il 28 agosto — questa chiesa rappresenta il cuore devozionale della comunità. L’edificio è stato oggetto di restauri nel corso dei secoli, ma conserva un impianto che riflette la religiosità popolare del Molise interno, con altari laterali decorati e statue lignee processionali.
Il Palazzo feudale e centro storico
Il tessuto urbano attorno alla piazza principale presenta palazzi nobiliari con portali in pietra, balconate in ferro battuto e cortili interni. Percorrere i vicoli significa leggere nelle facciate i passaggi di proprietà tra le famiglie feudali che si avvicendarono nel controllo del borgo, dai Di Capua ai Carafa.
Il Bosco Mazzocca e i sentieri naturalistici
A pochi chilometri dal centro abitato, l’area boschiva di Mazzocca offre percorsi immersi in querceti e faggete tipici dell’Appennino molisano. La quota di 710 metri rende questi sentieri praticabili anche in estate, quando il fondovalle diventa torrido. È un punto di partenza per chi vuole esplorare il Molise montano a piedi.
La Cucina tipica e i prodotti locali
La cucina di Riccia è quella dell’entroterra appenninico: sostanziosa, legata ai cicli stagionali, costruita su pochi ingredienti di qualità. I cavatelli — pasta fresca lavorata a mano con farina di grano duro — rappresentano il formato più diffuso, serviti con ragù di carne mista o con broccoli e salsiccia. Le sagne e fagioli sono un piatto invernale che si ritrova identico in molte case del borgo. Da segnalare anche la tradizione dei latticini freschi, con caciocavallo e scamorza prodotti da piccoli caseifici locali che lavorano latte di vacche allevate sui pascoli circostanti.
L’olio extravergine d’oliva della zona, ottenuto dalla cultivar autoctona Gentile di Larino, ha caratteristiche organolettiche riconoscibili: fruttato leggero, con note erbacee.

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https://www.youtube.com/watch?v=Qo3lOf3hyGw
 
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