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Scudo sannita

 Lo scudo, il cosiddetto "scutumha rappresentato un accessorio di fondamentale importanza nell'equipaggiamento militare dei soldati sanniti. Lo stesso esercito romano, durante le guerre contro i sanniti, si ispirò all'equipaggiamento militare dei Sanniti, in particolare allo scudo ellittico e al giavellotto, che erano elementi distintivi del loro armamento. Questa influenza contribuì notevolmente all'evoluzione dell'esercito romano, portando alla creazione della legione manipolare, un'organizzazione militare più efficace. I Sanniti erano noti per la loro abilità in battaglia e il loro equipaggiamento estetico, che impressionò i Romani. In particolare lo scudo sannita ha rappresentato un elemento distintivo dell'antica tradizione delle popolazioni italiche ed in particolare della storia dei sanniti. Tale elemento è stato riconosciuto e ripreso come elemento distintivo dell'antica tradizione italica anche in tempi recenti. Perfino dallo Stato del Vaticano il cui stemma ufficiale è rappresentato con i suoi simboli all'interno dello scudo sannita.

Lo stemma ufficiale Dello Stato della Città del Vaticano è descritto nell'articolo 23.2 della legge fondamentale aggiornata al 13 maggio 2023 da Papa Francesco. Questo stemma presenta uno scudo rosso con due chiavi incrociate una d'oro e una d'argento sormontate dal triregno papale la Tiara. La forma dello scudo utilizzata è quella sannitica; una scelta che richiama le tradizioni araldiche italiane. (* Commento di Nicola Frenza)
(per visualizzare lo stemma a colori qui di seguito riprodotto,  si può consultare la pagina ufficiale della Santa sede dedicata agli emblemi che include immagini dettagliate dello stemma Vaticano).

L'inserimento dello scudo sannita nelle insegne vaticane risale al 22 Febbraio 2001 quando Papa Giovanni Paolo decise di adottare un nuovo stemma per lo stato della Città del Vaticano. Questo scudo, chiamato scudo sannita, ha una forma particolare ispirata alle tradizioni araldiche italiane che richiama lo stile utilizzato nelle regioni del centro Sud Italia come il Sannio. La forma sannitica dello stemma è un'evoluzione estetica che gli conferisce un tocco di classicità e tradizioni locali. La scelta di questa forma fu un richiamo alla storia della cultura italiana mantenendo al contempo la solennità dell'araldica pontificia.


Ma lo scudo sannita viene ricordato e citato in moltissime altre occasioni come ad esempio nel conio di alcune monete antiche

Moneta d’argento del 1872 della Zecca dello Stato riproducente lo scudo sannitico
 

Monetad’oro  LUCCA - REPUBBLICA (Sec. XVI) SCUDO D'ORO DEL SOL



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Commento di Nicola Frenza (Progetto "Mangiafuoco") in merito alla presenza dello scudo sannitico nello stemma della Città del Vaticano:Ritengo che la scelta non sia casuale e possa essere legata a una precisa valenza simbolica e storica. La Santa Romana Chiesa non lascia nulla al caso e quando assume un simbolo lo fa con un preciso significato. Lo scudo sannitico potrebbe essere stato adottato per richiamare la tradizione di indipendenza e autodeterminazione dei Sanniti, uno dei popoli più fieri e resistenti dell'antichità, capaci di sviluppare una delle prime forme di democrazia federale attraverso la Confederazione dei Popoli Italici. Questa scelta potrebbe essere collegata a tre aspetti fondamentali: 1. il messaggio di resistenza e libertà. I Sanniti furono tra i più grandi oppositori di Roma, difendendo la loro indipendenza con tenacia. Questo potrebbe allinearsi con il messaggio di autonomia e sovranità della Chiesa, specialmente in un periodo storico in cui Giovanni Paolo II lottava per la libertà dei popoli contro i regimi totalitari; 2. il valore della democrazia sannitica. La struttura politica dei Sanniti era basata su una confederazione di popoli, un modello di federalismo ante litteram. Questo richiama il principio di sussidiarietà, centrale nella dottrina sociale della Chiesa e che enfatizza il ruolo delle comunità locali nel governarsi autonomamente; 3. un tributo alla cultura italica e alla storia cristiana. La scelta di uno scudo dalle radici così antiche potrebbe rappresentare un omaggio alla tradizione italica e alla sua influenza sulla civiltà occidentale e cristiana.”