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Civitacampomarano OTM

Civitacampomarano

Mappa

Civitacampomarano dove si trova      (Google maps)            cliccare sulle parole in carattere blu

♦ Audio Guida      
♦ Video YouTube  
► ATTRATTIVE STORICHE E ARCHITETTONICHE
► STREET ART E ARTE CONTEMPORANEA
► ATTRATTIVE PAESAGGISTICHE E AMBIENTALI
► COME ARRIVARE
► DOVE PARCHEGGIARE
► DOVE MANGIARE 
► DOVE DORMIRE 
► GASTRONOMIA
► STORIA DEL BORGO
► STORIA DELL'EMIGRAZIONE

Civitacampomarano è uno dei borghi più suggestivi del Molise: unisce un’imponente fortezza medievale, un centro storico di pietra, arte contemporanea e un paesaggio modellato dai calanchi. La visita merita almeno mezza giornata; una giornata intera consente di apprezzare anche l’ambiente naturale.
 
Un possibile itinerario di visita
Per una visita di mezza giornata suggerirei:
  1. ingresso nel centro storico e passeggiata tra vicoli e murales;
  2. visita del Castello;
  3. Chiesa di Santa Maria Maggiore;
  4. luoghi legati a Vincenzo Cuoco e Gabriele Pepe;
  5. percorso delle opere del CVTà Street Fest;
  6. sosta presso un belvedere affacciato sui calanchi.
Disponendo di un’intera giornata si possono aggiungere la Galleria No Panic, le altre chiese e una breve escursione nella campagna circostante.
Al momento, il sito ufficiale indica per il Castello apertura dal martedì alla domenica, dalle 10.15 alle 17.30, con chiusura il lunedì; è comunque prudente verificare orari, accessibilità e prenotazioni prima della partenza. Informazioni ufficiali del Castello

ATTRATTIVE STORICHE E ARCHITETTONICHE
Castello di Civitacampomarano
È il monumento più importante del paese e uno dei castelli meglio conservati e più scenografici del Molise. Sorge a circa 520 metri di altitudine, su una collina di arenaria già interessata da un antico insediamento sannitico.
La prima struttura fortificata risalirebbe al XII secolo, mentre l’aspetto attuale deriva soprattutto dalla ricostruzione del Quattrocento. Conserva:
  • due grandi torrioni cilindrici merlati;
  • le cortine murarie e i camminamenti di ronda;
  • feritoie e ambienti destinati alle armi e al corpo di guardia;
  • un portale catalano-aragonese del XV secolo;
  • gli stemmi delle famiglie Carafa, Di Sangro e Monforte;
  • il cortile interno con la cosiddetta “fontana sannita”;
  • il pozzo collegato a un’antica cisterna;
  • sale nobili, magazzini, scuderie, prigioni e ambienti di servizio.
Dal castello si gode inoltre un’ampia vista sul borgo e sulle colline circostanti. Dal 2023 ospita anche un nucleo museale dedicato all’arte contemporanea. Il monumento è stato dichiarato nazionale nel 1979. Direzione regionale Musei nazionali Molise
Orari del Castello Angioino
Il Castello Angioino di Civitacampomarano è aperto al pubblico con i seguenti orari ordinari:
  • Dal martedì alla domenica: dalle 10:15 alle 17:30.
  • Lunedì: Giornata di chiusura settimanale.
Nota per la passeggiata: Visto che l'itinerario consigliato passa proprio attorno alle mura del castello durante la "Tappa 3", l'orario continuato fino al tardo pomeriggio ti permette di pianificare l'ingresso sia nella tarda mattinata sia dopo pranzo, coordinandolo facilmente con la sosta nei ristoranti locali.
Centro storico
Il borgo conserva l’impianto tipico di un abitato medievale: vicoli stretti, scalinate, archi, case in pietra, piccole piazze e scorci panoramici. Il castello divide e domina l’abitato, sviluppatosi lungo il crinale.
Passeggiando senza fretta si possono osservare antichi portali, abitazioni tradizionali e parti della vecchia cinta muraria. È proprio il contrasto tra l’architettura severa del paese e i colori dell’arte contemporanea a rendere Civitacampomarano particolarmente originale.

Chiesa di Santa Maria Maggiore
È uno dei principali edifici religiosi del paese. La sua fondazione viene fatta risalire all’XI secolo; successivamente fu ricostruita in forme gotiche durante il periodo angioino e trasformata in epoca barocca. All’interno conserva un pregevole altare ligneo seicentesco.

Chiesa di San Giorgio Martire
È un’altra testimonianza della storia religiosa e civile della comunità. La visita permette di approfondire le tradizioni devozionali del paese e di completare il percorso attraverso le architetture sacre del centro storico.

Chiesa di Santa Maria delle Grazie
Situata fuori dal nucleo più compatto del borgo, è conosciuta soprattutto per il suo portale tardogotico. Rappresenta una tappa interessante anche per la posizione, che permette di osservare il paese nel suo rapporto con il territorio circostante.

Casa natale di Vincenzo Cuoco
Civitacampomarano diede i natali nel 1770 a Vincenzo Cuoco, scrittore, storico, giurista e protagonista della cultura politica italiana tra Settecento e Ottocento. La memoria di Cuoco, autore del celebre Saggio storico sulla rivoluzione napoletana del 1799, conferisce al borgo un particolare valore storico e letterario.
Il paese è inoltre legato a Gabriele Pepe, militare, patriota, poeta e uomo politico dell’Ottocento. Visitare Civita significa quindi ripercorrere non soltanto una storia medievale, ma anche alcune pagine importanti del pensiero e del Risorgimento italiano.

STREET ART E ARTE CONTEMPORANEA

Museo a cielo aperto
Street Fest e il museo en plein air
Il CVTà Street Fest ha trasformato il borgo di Civitacampomarano (in provincia di Campobasso) in un eccezionale museo en plein air di arte urbana.
Dal 2016 Civitacampomarano è diventato un punto di riferimento internazionale per la street art grazie alla Cività  Street Fest, nato sotto la direzione artistica di Alice Pasquini.
Sui muri, sulle porte e sulle facciate del paese si incontrano opere realizzate da artisti italiani e stranieri. Non si tratta di decorazioni isolate: molti murales dialogano con le case abbandonate, lo spopolamento, la memoria degli abitanti e la necessità di dare nuova vita al borgo.
In dieci edizioni sono state realizzate più di novanta opere da oltre cinquanta artisti, trasformando il paese in un museo all’aperto liberamente visitabile. CVTà Street Fest e il museo en plein air
  • Nascita: Fondato nel 2016 da un'idea dell'artista Alice Pasquini e organizzato con l'associazione CivitArt e il Comune.
  • Numeri: Oltre 10 edizioni, più di 50 artisti internazionali coinvolti e oltre 90 opere permanenti (murales e installazioni) integrate tra i vicoli del paese.
  • Novità recente: È stata inaugurata la galleria d'arte contemporanea No Panic, uno spazio permanente che arricchisce ulteriormente l'offerta culturale del borgo. 
  • Visite: Le opere sono liberamente e gratuitamente accessibili camminando per le strade del paese.

► Immagini murales di Civitacampomarano       (Cliccare sulle parole in caratteri blu)
Galleria No Panic
Nel giugno 2026 è stata inaugurata la Galleria No Panic, spazio permanente nato dall’esperienza del CVTà Street Fest. Ospita mostre, opere originali, installazioni, residenze artistiche e iniziative educative. È la naturale prosecuzione al coperto del percorso di arte urbana che attraversa il borgo.

ATTRATTIVE PAESAGGISTICHE E AMBIENTALI

Calanchi di Civitacampomarano
Sono la principale particolarità naturalistica del territorio. Si tratta di profonde incisioni e creste modellate dall’erosione dell’acqua su terreni prevalentemente argillosi. Il risultato è un paesaggio quasi scultoreo, fatto di pareti nude, valloni, guglie e dorsali.
I calanchi circondano il paese e creano un forte contrasto con le aree coltivate, gli uliveti, i boschi e la vegetazione spontanea. Cambiano aspetto con la luce e con le stagioni e costituiscono uno dei soggetti più interessanti per la fotografia naturalistica.
L’area denominata Calanchi di Civitacampomarano, estesa per circa 578 ettari, appartiene alla Rete europea Natura 2000 ed è classificata come zona sottoposta a tutela per il valore degli habitat e delle specie presenti. Scheda europea del sito Natura 2000 e elenco dei siti molisani
 
Panorami e belvedere
Dal castello, dalle parti più alte del borgo e dalle strade che conducono al paese si aprono vedute sulle valli dei torrenti Mordale e Vallone Grande, sulle colline del Medio Molise e, nelle giornate limpide, su un territorio molto più ampio.
Il paese appare quasi sospeso tra la roccia e i calanchi: questa posizione costituisce essa stessa una delle principali attrattive.
 
Passeggiate nella campagna
Il territorio si presta a escursioni e camminate tra:
  • calanchi e formazioni argillose;
  • oliveti e campi coltivati;
  • aree boscate;
  • strade rurali e antichi collegamenti;
  • punti panoramici sul borgo e sul castello.
Per avvicinarsi ai calanchi è opportuno utilizzare percorsi conosciuti o farsi accompagnare da una guida locale. Dopo piogge abbondanti il terreno argilloso può diventare scivoloso e alcuni versanti possono essere instabili.
In sintesi, Civitacampomarano è interessante perché offre contemporaneamente storia medievale, memoria risorgimentale, arte urbana internazionale e un ambiente naturale raro. È un esempio molto efficace di come un piccolo borgo possa valorizzare le proprie fragilità trasformandole in cultura, bellezza e capacità di attrazione.

COME ARRIVARE A CIVITACAMPOMARANO 

Per arrivare a Civitacampomarano da Campobasso in auto ci si impiega circa 46 minuti percorrendo la Strada Statale 647 Fondo Valle del Biferno (SS647). Il tragitto principale prevede di immettersi sulla SS647, prendere l'uscita verso Lupara e infine seguire la strada di Bonifica Montana Colle D'Ambra e la SS157 fino al borgo.
Il periodo ideale per visitare il borgo e trovare i punti di ristoro aperti va dal venerdì alla domenica, poiché i locali principali garantiscono il servizio sia a pranzo che a cena.

DOVE MANGIARE A CIVITACAMPOMARANO

Ristorante Giorni e Orari di Apertura  
Agricola Li.Si.
Via Vittorio Emanuele II 
Tel.
339 335 7625.
Lun: 12:00-15:30; Mar, Gio: 12:30-15:00; Ven-Dom: 12:30-15:00, 19:00-23:00 (Mercoledì chiuso)
Cucina italiana e mediterranea. Si trova nel centro storico, vicino al castello: una posizione comoda per pranzare durante la visita del borgo.
 
 
La Passeggiata
Strada Comunale Crocella,
fuori dal centro abitato
Tel. 0874 748306.
Mar-Dom: 11:00-15:30, 18:30-00:00 (Lunedì chiuso)
Cucina tradizionale molisana, pasta fatta in casa, salumi, carni alla brace e pizza. La struttura dispone di ambienti ampi e si propone anche per banchetti e incontri conviviali.
 
Se decidi di pianificare una visita infrasettimanale (ad esempio di mercoledì), tieni conto delle chiusure a turno dei locali interni al paese. In alternativa, si trovano ottime opzioni culinarie a breve distanza nei comuni limitrofi di Castelmauro o Morrone del Sannio.

Un consiglio per la visita: Per goderti al massimo l'esperienza, richiedi in loco la nuovissima Mappa di Comunità. È uno strumento interattivo che unisce l'itinerario dei murales ai racconti e alle voci registrate degli abitanti del borgo.

DOVE PARCHEGGIARE  
(Inizio itinerario)
Per iniziare la passeggiata comodamente da Piazza Municipio, puoi lasciare l'auto nelle seguenti aree gratuite:
  • Parcheggio di Corso XXIV Maggio: È lo spiazzo pubblico principale situato proprio all'ingresso del paese. È gratuito, accessibile e utilizzato abitualmente anche come punto di inversione per i mezzi pubblici, il che lo rende molto facile da trovare. [1]
  • Lungo la strada di accesso: Se arrivi durante il weekend e lo spiazzo principale dovesse essere pieno, è possibile parcheggiare lungo i margini consentiti di Corso XXIV Maggio che conduce direttamente alla piazza.
Da questo punto sarai subito all'inizio della "Tappa 1", dove si trovano le prime installazioni urbane di Biancoshock. Buon viaggio alla scoperta del borgo!


AUDIO GUIDA
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Video YouTube
VIDEO CIVITACAMPOMARANO
 
Civitacampomarano - Piccola Grande Italia
https://www.youtube.com/watch?v=1Eeue_jHozU&t=42s
Castello Angioino di Civitacampomarano (Molise)
https://www.youtube.com/watch?v=lehybCwVcDU
Castello di Civitacampomarano: intervista a Franco Valente
https://www.youtube.com/watch?v=fjfrg1G1Pcc
Welcome to meraviglia - Venere Civitacampomarano
https://www.youtube.com/watch?v=yGv6AmSwHes
CVTà Street Fest
https://youtu.be/xhnCheTmA4Q?is=g8oSmvJzGA1pCR2J
Behind the Scenes of CVTà Street Fest 2024
https://www.youtube.com/watch?v=tUsl-H9H3W8
CIVITACAMPOMARANO - IL CASTELLO, il BORGO e i MURALES - A cura di P. Pannone e A. Festini
https://www.youtube.com/watch?v=arPET-XVcrc
Civitacampomarano (Castle & Murales) Molise
https://www.youtube.com/watch?v=Xpj-9yXSiEI
Civitacampomarano – A Hidden Gem in Molise, Italy
https://www.youtube.com/watch?v=PZFgB0c1K0s
Civitacampomarano alla portata dei Napoletani
https://youtu.be/Csq2i2q-po4?is=WR2NXMWfCb6UqTCH
► Immagini murales di Civitacampomarano       (Cliccare sulle parole in caratteri blu)






































 



Civitacampomarano: gastronomia
 
A Civitacampomarano — spesso indicata anche come Civita Campomarano — il prodotto più caratteristico è il dolce tradizionale ciello o ciell, tutelato dal marchio comunale De.C.O. dal 2012. È un biscotto di pasta frolla, generalmente a forma di anello o ferro di cavallo, ripieno di mosto cotto, miele e pane raffermo. (FIGURA)

 Prodotti e specialità
Cielli o ciell: sono la specialità più rappresentativa del paese; in alcune fonti vengono chiamati anche pezzett. Il mosto cotto è l’ingrediente più caratteristico, un tempo usato insieme al miele come dolcificante.
Altri dolci tradizionali: mostaccioli, cicerchiata, pigne pasquali, cancelle — simili alle ferratelle — paste alle mandorle, crostatine con marmellata di amarene e riso con il latte, legato soprattutto alla Tavola di San Giuseppe.
Preparazioni salate pasquali, consumate come antipasto o fine pasto.
Fiadoni
Salumi e carni: salsicce, salumi di maiale stagionati, miscisca — carne di pecora speziata e cotta lentamente — e buoldi, preparati con interiora di agnello avvolte e cotte alla brace.
Formaggi e prodotti del territorio: formaggi locali, oltre a funghi, tartufi e frutti di bosco, tra cui le fragoline, citati tra le produzioni e le specialità dell’area.
Piatti tipici
  • Tra le preparazioni tradizionali di Civitacampomarano si ricordano:
  • laganelle e fagioli;
  • cavatelli al sugo misto di carne;
  • criuoli, cioè maccheroni alla chitarra;
  • pizza e foglie, una pizza di farina di mais sbriciolata in una minestra di verdure selvatiche;
  • cicorie con polpettine di carne;
  • mezzi ziti con polpettine al sugo;
  • spezzatino di fegatino d’agnello, particolarmente legato al pranzo di Pasquetta.
In sintesi, se si cerca un prodotto davvero identitario di Civitacampomarano, la scelta principale sono i cielli, mentre il resto appartiene alla più ampia tradizione contadina dell’Alto Molise e della provincia di Campobasso.
I CIELLI (Ricetta)
I cielli di Civitacampomarano si preparano con un involucro simile alla pasta frolla e un ripieno povero ma molto aromatico, a base di mosto cotto, miele, mollica di pane raffermo e mandorle.
Ingredienti
  • Per la pasta
  • Farina di grano tenero.
  • Zucchero.
  • Uova.
  • Olio extravergine d’oliva oppure strutto, secondo la variante familiare.
  • Un pizzico di sale.
  • Eventualmente scorza grattugiata di limone.
Per il ripieno
  • Mollica di pane raffermo finemente sbriciolata.
  • Mosto cotto.
  • Miele.
  • Mandorle tostate e tritate.
  • Cannella, facoltativa.
  • Scorza d’arancia o di limone, secondo la ricetta usata.
Il mosto cotto si ottiene facendo ridurre lentamente il succo d’uva, così da eliminare gran parte dell’acqua e ottenere un liquido denso e concentrato.
Preparazione
  • Preparare la pasta. Disporre la farina a fontana e aggiungere uova, zucchero, olio o strutto, sale e scorza di agrume. Impastare fino a ottenere un composto liscio e omogeneo.
  • Far riposare l’impasto. Coprirlo e lasciarlo riposare per circa 30 minuti.
  • Preparare il ripieno. Mettere la mollica di pane in una ciotola e unirvi le mandorle tritate. Aggiungere poco alla volta il mosto cotto e il miele, mescolando fino a ottenere un composto morbido, compatto e facilmente lavorabile. Il ripieno tradizionale è infatti basato sulla mollica di pane raffermo imbevuta e amalgamata con gli altri ingredienti.
  • Stendere la pasta. Tirare l’impasto in una sfoglia non troppo sottile e ricavare dei dischi o rettangoli.
  • Farcire e chiudere. Sistemare al centro di ogni pezzo una piccola quantità di ripieno, quindi richiudere la pasta premendo bene i bordi.
  • Dare la forma tradizionale. I cielli vengono generalmente modellati ad anello, a mezzaluna oppure a ferro di cavallo. I bordi possono essere decorati con una forchetta o con piccoli tagli.
  • Cuocere. Disporli su una teglia rivestita di carta da forno e cuocerli in forno preriscaldato a circa 170-180 °C, finché la pasta diventa leggermente dorata.
  • Raffreddare. Lasciarli raffreddare completamente prima di servirli. Il ripieno tende a diventare più consistente e aromatico dopo il riposo.
Consiglio pratico
Il ripieno non deve essere liquido: se risulta troppo morbido, si aggiunge altra mollica; se è troppo asciutto, si corregge con poco mosto cotto. È preferibile non eccedere con il miele, perché il mosto cotto deve rimanere il sapore dominante.
Le dosi possono variare da famiglia a famiglia; per questo, più che una ricetta rigidamente codificata, quella dei cielli è una preparazione tradizionale tramandata localmente.
Ricetta: Cielli di Civitacampomarano (Campobasso) - Infodeco https://share.google/dgF7EzffqTqnuGQJk

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 








 
 
 

 
 
 
 Civitacampomarano: Albergi
 
Dove dormire : 
Casa Natale di Vincenzo Cuoco
Via Vincenzo Cuoco 9, Civitacampomarano
349 868 7335
Il Melograno
Pensione
SP163, Civita Campomarano
333 870 6464
ALBERGHI E ALLOGGI PER DORMIRE

A Civitacampomarano (CB) le fonti online riportano pochi locali, quindi è consigliabile telefonare prima per verificare apertura, disponibilità e menu.
Locali segnalati
Nei dintorni
Tra i locali facilmente considerabili nei comuni vicini sono segnalati:
Al Vecchio Tratturo, a Montefalcone nel Sannio, in Contrada Macchie del Lago;
La Baia, indicata nei dintorni e con cucina italiana e specialità di pesce;
Le Ginestre, struttura riportata nelle directory della zona.
Il locale con le informazioni più concrete è La Passeggiata: si trova in Contrada Crocella, propone anche la pizza ed è associato al numero 0874 748306.  Prima di andarci, chiederei se prepara piatti tradizionali molisani come cielli, cavatelli, laganelle e fagioli, pizza e foglie o fiadoni, perché i menu possono cambiare e alcune specialità vengono offerte soltanto su prenotazione.

























 


STORIA DI CIVITACAMPOMARANO

Civitacampomarano ha origini medievali documentate dal 999 d.C., quando compare come Campomarano in un diploma dell’imperatore Ottone III; il toponimo deriva dall’antico insediamento che, nel X secolo, si consolidò per incastellamento e divenne Civitas Campimaranii nel 1309.
Origini del nome e prime attestazioni
  • La prima menzione certa risale al 999 d.C., quando Ottone III conferma una donazione longobarda del 770 relativa alla chiesa di Sant’Angelo Altissimo, citando il luogo come Campimarani / Campomarano. 
  • L’origine del nome è incerta: alcune ipotesi lo collegano a una cittadella sannitica preesistente, la mitica Maronea, distrutta dai Romani durante le guerre sannitiche.
  • Nel 1309 compare la forma Civitas Campimaranii, segno della crescita demografica e dell’importanza amministrativa raggiunta.
Formazione del borgo medievale
  • Tra X e XII secolo, vari villaggi sparsi nella valle si unirono per “incastellamento”, formando il nucleo urbano attuale.
  • Nel XIII secolo, con gli Angioini, la popolazione si concentrò sul colle dove sorse il castello angioino, sostituendo una precedente fortificazione del XII secolo.
Età feudale e signorie
Il borgo passò a diverse famiglie nobili:
  • Paolo Marchisio in epoca angioina,
  • poi Del Balzo, Zurlo, Di Sangro, Carafa, d’Avalos, Ferri, fino ai Mirelli.  
    Questi passaggi segnarono la vita economica e politica del territorio.
Sviluppo storico tra Settecento e Novecento
  • Nel XVIII secolo il borgo fu centro di fermenti culturali: qui nacque Vincenzo Cuoco, patriota e intellettuale.
  • Nel 1799 partecipò ai moti giacobini, episodio ricordato nella memoria storica locale.
  • Il paese ha subito un forte spopolamento nel XX secolo, passando da circa 3000 abitanti a meno di 300 oggi.
Sintesi storica
Civitacampomarano è un borgo dalle radici antiche, nato dall’unione di villaggi longobardi e sannitici, cresciuto nel Medioevo attorno al castello angioino e modellato nei secoli da signorie feudali, cultura illuminista e trasformazioni demografiche moderne.